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Thoughts on Spettacolo "Lo Strano caso del Dottor Jekyll e Mister Hyde" al Teatro Ciak
elesa91
11 feb 2023
Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 8 mag 2023
Tutto è possibile, anche trasportare un romanzo dalle sfumature psicologiche come “Lo strano caso del Dottor Jekyll e Mister Hyde” del grande romanziere ottocentesco Robert Louis Stevenson nel grande palco del Teatro Ciak di Roma.
Londra, fine 1800, epoca Vittoriana. Un uomo, Edward Hyde, assistente del medico dal cuore grande Harry Jekyll, viene sospettato di numerosi omicidi commessi nel giro di pochi giorni. Il grande luminale è costretto a coprirlo perché suo assistente e suo doppio.
“I meandri della mente umana sono insondabili” dirà Dottor Jekyll. Sebbene ancora lontani dalle rivoluzionarie scoperte sull’inconscio dell’io di Freud, l’atroce e tormentata diatriba risulta più che una osservazione moderna con il dualismo personale e la paura stessa del proprio io animalesco, ribelle, spietato, proprio come Mister Hyde.
Le lugubri e bellissime scenografie di Francesco Ghisu, il disegno luci di Marco Catalucci e i costumi di Valentina Bazzucchi sono importante cornice, sottolineando la nuance oscura che imperversa in una Londra nel pieno periodo delle Work House, dei delitti di Jack lo Squartatore e dalla strana figura de “The Elephant Man”.
Sublime Ruben Rigillo nella difficile impresa di una doppia interpretazione in conflitto con se stesso e alle prese con le proprie angosce verso qualcosa di incontrollabile, sebbene lui sia supportato dall’amorevole cameriera Mary, Linda Manganelli, dal maggiordomo Poole, Giovanni Carta, e i suoi due amici, l’avvocato Gabriel John Utterson, Enrico Ottaviano, che investigherà da subito sulla persona di Mister Hyde e Hastie Lanyon, Amedeo D’Amico, dottore e stretto amico di Utterson e Jekyll che litiga spesso con quest’ultimo amico riguardo questioni scientifiche.
È il rovesciamento delle convinzioni del periodo Naturalista, dove tutto poteva essere empiricamente provato attraverso l’affermazione della scienza come unica soluzione possibile in grado di provare l’esistenza delle cose stesse, compreso lo sradicamento del Male sul Bene.
“Avevo finalmente dato corpo al mio lato oscuro”, dichiarerà Dottor Jekyll di fronte al suo intento di spiegare e sperimentare su se stesso il male intriso in ognuno di noi, col risultato della morte imminente del protagonista stesso, non potendo più controllare la sua anima nera ormai impossessatasi del suo essere, nemmeno più controllabile tramite il siero che ne aveva provocato la sua immediata trasformazione.
Ancora una volta è la scuola romantica del mistero, dei sentimenti, delle passioni a prevaricare sul Positivismo, ricordando la piccola esistenza dell’uomo di fronte alla Natura e alla sua continua ricerca di trovare risposte in un ente superiore, rifugiandosi nella religione.
Tutti i personaggi mostrano una cera, una maschera bianca quasi ad evidenziare l’ipocrisia della società vittoriana in cui vince sempre la reputazione e per farne parte, è bene nascondere i sentimenti più impuri, quelli più nascosti.
Attenta e scrupolosa la regia, l’adattamento e la traduzione di Matteo Tarasco, con il risultato di uno spettacolo intriso di suspense che lascia lo spettatore immerso in una tensione emotiva continua.
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