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Thoughts on “Anton Cechov” - Un film di René Féret
elesa91
11 feb 2023
Tempo di lettura: 1 min
Aggiornamento: 19 feb 2023
L'autore de "Zio Vanja" e de "Il giardino dei ciliegi" è un uomo semplice, dedito alla famiglia e alla sua vita da medico, ma verrà ben presto travolto da una serie eventi che stravolgeranno la sua vita: l'incontro con Tolstoj, la morte di uno dei suoi fratelli a causa della tubercolosi,
-malattia del secolo per la quale ancora se ne stavano sperimentando le cure- e il suo senso di colpa per aver abbandonato il fratello.
La morte di quest'ultimo lo tormenta a tal punto da abbandonare la scrittura per immergersi nella professione di medico, intraprendendo un viaggio verso l'isola di Sakhalin, nella Siberia Orientale, diventata una colonia penale, alla ricerca del senso della sua vita ed è proprio lì che entra in stretto contatto con la vita semplice, con la povertà e con la miseria.
Il nostro Cechov non ha tempo per i sentimenti, se non per l'amore che nutre per sua sorella ed i suoi fratelli che è più forte dell'amore che prova per Lika, la sua amante, Musa e ispiratrice della sua Nina ne "Il Gabbiano".
Un film in cui ci si immerge immediatamente verso la dilatata quotidianità ottocentesca russa vista con gli occhi di un uomo inquieto con la sola e unica vocazione dell'attenzione verso gli altri e della scrittura.
Regia di René Féret con Nicolas Giraud, Lolita Chammat, Jenna Thiam e la strepitosa fotografia di Lucas Bernard.
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