Teatro Cinema Danza Musica Letteratura Relazioni Internazionali Viaggi
Cerca
Thoughts on “Felicità” - Regia di Micaela Ramazzotti
elesa91
16 ott 2023
Tempo di lettura: 2 min
Il film “Felicità” è l’ossimoro di un racconto di vicissitudini di una famiglia di una periferia romana, messa ai margini della Società, con l’intento di riemergere e cercare quel briciolo di Felicità attraverso i propri mezzi.
Il fulcro della storia è Desirè, un’affascinante truccatrice di cinema dall’anima tormentata e con un passato complesso che si relaziona con gli uomini e con il proprio compagno, Bruno, attraverso la propria sensualità da declinare a risorsa comunicativa soprattutto per rifugiarsi dai conflitti.
È una donna estremamente generosa, che aiuta sempre la sua famiglia nel momento del bisogno, soprattutto suo fratello Claudio, per il quale si dispone ad esporsi personalmente, obbligandosi con una finanziaria per la licenza da NCC.
Claudio, vivendo ancora con genitori egoisti e anaffettivi, langue nella depressione, preda di istinti autodistruttivi, non sa che farsene del lavoro, da cui rifugge, proprio come farebbe un adolescente che marina la scuola. La verità, inevitabilmente, non tarda a manifestarsi e trascina soprattutto la povera Desirè a misurarsi con le asperità di strozzini intenzionati a recuperare il finanziamento della limousine di quel sospirato lavoro del fratello.
L’origine delle sofferenze di Claudio sta tutta dentro le smerigliature di una famiglia inadeguata: sua madre Floriana, esangue e irrisolta, si dibatte nelle proprie inconcludenze, affidandosi ciecamente alla medicina alternativa pur di non vedere i malesseri del figlio. Suo padre Max è un narcisista e mitomane tutto concentrato sulla realizzazione di se stesso come patetico entertainer di periferia (nella storia si guadagna anche il passaggio di una malinconica esibizione davanti a una troupe, ricalcata in modalità di citazione sulla mitica scena del Baggini di Tognazzi che balla vorticosamente sul tavolo nel film “Io la conoscevo bene”).
Desirè, insomma è sola e, con tutti i limiti della sua personalità, è consapevole delle radici della sofferenza familiare, malamente dissimulata da quello scombinato comparto genitoriale. La sua missione sembra essere esclusivamente quella di salvare il fratello, emancipandolo dal suo vissuto di origine. Ma la strada è tutta in salita, le case di cura hanno costi difficili da sostenere e quella sua applicazione zelante a caricarsi la famiglia di origine sulle spalle, le costerà la perdita del lavoro e lo sperpero del suo sodalizio sentimentale con Bruno, azzimato e compito professore universitario conquistato dalla sua carnalità, ma critico feroce delle sue balbuzie nell’affrontare i conflitti.
L’esordio di Micaela Ramazzotti come regista è un esperimento riuscito: vi è un occhio narrativo maturo e consapevole, probabile lascito prezioso del suo lungo sodalizio con Paolo Virzì.
La storia avrà un lieto fine apparentemente leggero dove Claudio riuscirà a riscattarsi e a purificarsi dall’aria malsana della sua famiglia, mentre per Desirè inizia il viaggio negli Inferi in cui sembra esser destinata a perdersi definitivamente.
Gli interpreti da ricordare del film sono Micaela Ramazzotti (Desiré Mazzoni), Max Tortora (Max Mazzoni), Matteo Olivetti (Claudio Mazzoni), Anna Galiena (Floriana Mazzoni), Sergio Rubini (Bruno), Marco Cocci (un attore), Giovanni Veronesi (sé stesso).
Commenti