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Thoughts on "Laggiù qualcuno mi ama" - Un film di Mario Martone
elesa91
5 mar 2023
Tempo di lettura: 1 min
Mario Martone esalta le tre cose che Massimo Troisi sapeva fare molto bene: attore, regista, sceneggiatore, figlio di una generazione napoletana di artisti che negli anni’80 ha raccontato una Napoli inferocita, ferita dal terremoto ma spinta dal desiderio di diventare il cuore pulsante della cultura.
Il fil rouge per celebrare il ragazzo impacciato dai capelli ricci, saranno le pagine del suo diario custodito dalla sceneggiatrice e antica fiamma di Troisi, Anna Pavignano, i numerosi sketches televisivi e frammenti di scene esilaranti riprese da film come “Ricomincio da tre”, “Non ci resta che piangere”, “Pensavo fosse amore…invece era un calesse”.
Massimo Troisi è la maschera moderna di Eduardo: incompreso, dalla gestualità lenta e incerta, ma dalla sensibilità quasi femminile.
Eppure Martone lo identifica come un personaggio in linea con la Nouvelle Vague per il suo cinema anticonvenzionale, ribelle, bizzarro, come il cinema di Truffaut.
“Laggiù qualcuno mi ama” è un omaggio affettuoso all’arte di Troisi, al suo immancabile sorriso e alla sua tempestiva ironia, diventando così un personaggio iconico, popolare, nel senso inteso da Gigi Proietti, lasciando una ingombrante eredità, tanto da diventare fonte d’ispirazione per gli attori del presente e, chissà, magari anche di aspiranti attori…non ci resta che sperare.
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