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Thoughts on Spettacolo "Una pura formalità" al Teatro Marconi

elesa91
26 feb 2023
Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 8 mag 2023


Come Dante perso nella selva oscura, un uomo vaga sotto una tempesta e viene portato a forza da due agenti in una stazione di polizia, un non-luogo alquanto strano, bizzarro, inusuale dove penetra acqua dal soffitto e con un arredo semplice e sinistro allo stesso tempo.

L’uomo è lo scrittore Onoff, interrogato lungamente dall’ispettore di polizia, (nonché suo grande ammiratore), dapprima in modo amichevole perché, dopotutto, si tratta di una pura formalità.
Quell’interrogatorio diventerà poi un supplizio per lo scrittore tanto da rivelare poi una verità sconcertante non solo per i presenti, ma anche per il protagonista stesso.

Tratto dall’omonimo film del regista premio Oscar Giuseppe Tornatore, “Una pura formalità” nella versione teatrale con la regia di Roberto Belli è l’Uomo che si mette sotto giudizio critico in un limbo creato proprio per redimere la propria vita anche dai suoi peccati più inconfessabili e impenetrabili, dove non c’è più posto per la memoria, soprattutto dopo il battesimo metaforico di una pioggia purificatrice che pulisce l’anima dell’Uomo da tutto il suo passato.

Forte è la prova d’attore di entrambi gli attori principali, Claudio Boccaccini nelle vesti di Onoff che si destreggia sul palco con naturalezza interpretando una metamorfosi del personaggio accompagnato dall’ispettore di polizia, Paolo Perinelli, che conduce il gioco con il solo e unico intento di far cadere nella tela del ragno il suo adorato scrittore.

A sostegno della cornice noir ci sono le presenze sceniche delle tre guardie interpretate da Andrea Meloni, Paolo Matteucci e Riccardo Frezza che accerchiano, maltrattano e rinchiudono il protagonista in una apparente gabbia dove è facile sentirsi giudicati.

Le scene di Eleonora Scarponi e il disegno luci di Claudio Boccaccini sottolineano l’ambientazione tetra della narrazione.


 
 
 

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