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Thoughts on Spettacolo “Van Gogh Café” al Teatro Ambra Jovinelli
elesa91
9 apr 2023
Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 8 mag 2023
Come nel film di Woody Allen “Midnight in Paris”, al Teatro Ambra Jovinelli si viene avvolti dall’atmosfera magica di Parigi nel periodo dei caffè letterari dalle luci soffuse, dalle ballerine di cancan, dai lampioni a gas e dal grande fervore letterario e culturale che si respirava nella Ville de Lumière.
L’intento è chiaramente omaggiare il grande pittore impressionista olandese Van Gogh, il maestro dallo spiccato uso del colore e delle forme curve, in occasione del centosettantesimo anniversario dalla sua nascita nel 1873, rappresentando una trasposizione in chiave moderna dei suoi quadri avendo a disposizione le tecnologie in grado di penetrare più in profondità nei volumi e in ogni singolo dettaglio o sfaccettatura delle opere di Van Gogh. “L’arte è di chi la guarda” parafrasando una citazione dello spettacolo in cui si rende universale l’arte assoluta di Van Gogh che permane nei secoli, nelle generazioni future.
Il pittore olandese viene evocato come un fantasma proveniente dal passato e trasportato nel presente attraverso le lunghe lettere scambiate con suo fratello Theo riportate alla luce dall’antiquario, cliente habitué del locale interpretato dall’ attore e regista dalla voce calda e profonda Andrea Otis, dai ragazzi del caffè letterario e dalle ballerine del locale che col registro del musical ripercorrono l’inquietudine di un artista che utilizza il colore blu e giallo, un ossimoro perfetto sebbene in contrapposizione con il suo malessere.
Scelta piuttosto temeraria l’utilizzo delle canzoni che più rappresentano un’epoca d’oro della canzone francese: da “La vie en rose” fino a “Milord”, da “Padam Padam” a “La Bohème” di Aznavour per poi concludere con “Ne me quitte pas” di Jacques Brel. Peccato che siano postume all’epoca evidenziata di Van Gogh, ma tant’è che può esser facilmente accettato dal fatto che nel musical si intraprendano passaggi diacronici continui tra passato e presente, dove le lettere e i quadri di Van Gogh sono il passato visti attraverso gli occhi futuri di chi può ereditare e ammirarne la bellezza delle sue opere. Per cui, tutto perdonato, soprattutto perché il musical può tutto.
Spiccano le bravure artistiche di giovani talenti come Floriana Monaci, nel ruolo di Madame Odile, la stella del locale in conflitto per non perdere il posto d’onore con Aline (Chiara Di Loreto) e il giovane barista Luc, Giulio Maroncelli, insieme a tutto il corpo di ballo e ai musicisti che evocano La Belle Époque parigina e i suoi dintorni fatti di campi di grano, fatiche quotidiane, paesaggi naturalistici, tutti riportati nei quadri di Van Gogh.
Insomma in “Van Gogh Café” basta solo guardare “La notte stellata” per accorgersi di aver fatto un giro emozionante nella Storia e nell’Arte e di esserne usciti impolverati di stelle.
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